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Il connubio uomo-cibo ha determinato da sempre le sorti dell’uno e dell’altro. Con le modificazioni del cibo e la trasformazione delle abitudini dell’uomo e’ interessante valutare come e’ cambiata la considerazione del cibo per l’uomo.

Periodo : Preistoria:  il cibo nella preistoria era la quotidiana sfida fisica e psicologica di sopravvivere. Tutto era incentrato nel procurarsi il cibo e consumarlo in ogni stagione, eta’, situazione. In compenso la composizione di ogni cibo era ricca di micro e macro nutrienti. La biochimica umana veniva perfettamente espressa e, cosi’,  all’uomo veniva garantita  una vitalità mai piu’ raggiunta.

Periodo : L’invenzione delle religioni:  tra i 30.000 e 20.000 anni fa naque il “business” delle religioni. I prescelti da “Dio” si accorsero che il sale “preservava” il corpo dalla decomposizione e che il cibo era considerato la paga per i favori a Dio. Iniziò così la conservazione dei cibi con innumerevoli vantaggi e svantaggi. Il cibo conservato era meno biodisponibile ma soprattutto l’uso del sale come conservante interagiva in maniera negativa sulla “pompa sodio-glucosio” umana. Meno vitalità, poca selezione e tantissima coercizione erano i capisaldi delle civiltà di quel periodo.

Periodo: Colonizzazione via mare: tra il 1300 d.c. e il 1500 d.c. la colonizzazione capeggiata dalle potenze navali europee (Regno Unito, Spagna, Portogallo, Francia, Italia) portarono dapprima sulle tavole dei nobili, in seguito al popolo, nuovi ortaggi, frutti, batteri, cereali, spezie, tessuti, bestiame e modi di cucinare. Le spezie colorarono e profumarono le tavolate e le merende dei nobili mentre per il popolo solo mais, pomodoro e patate. L’umanità  incrementò il proprio numero grazie alla aumentata disponibilità di cibo (seppur biochimicamente inappropriato).

Periodo: Rivoluzione industriale: si assiste in questo periodo a un fenomeno nuovo. Città colme di gente, grande richiesta di manodopera e tutti i componenti della famiglia lontani da casa a causa dei ritmi lavorativi imposti dalle industrie. Il cibarsi diventa un momento frugale e mal organizzato. L’alcool diventa una forma di evasione.

Periodo: Novecento: questo periodo si è contraddistinto per la razionalizzazione del cibo a livello globale. Ora il cibo è quello che viene proposto dalla grande distribuzione. I capi di bestiame vengono dopati per produrre più carne e più velocemente. Le mele per esempio passano da 50-80 grammi a mela a 150-300 grammi. Tutto viene modificato seguendo una logica di mercato. Il cibo comincia ad essere preconfezionato e i conservanti artificiali cominciano a sacrificare la già compromessa biochimica umana.

Periodo: Televisione: Oltre al mangire solo quello che viene proposto inizia l’era dell’indottrinamento da televisione. DEVI  CONSUMARE  e sentirti felice. Prima era l’uomo a rincorrere il cibo ora è il cibo a braccare l’uomo. Consumismo, spreco e appagamento pilotati dalla televisione. Diabete, obesità, depressione entrano a far parte della vita quotidiana.

 

Periodo: Le mode: vegani, vegetariani, breathariani, melariani ecc. pretendono di essere la cura a 30.000 anni  di errori. Ora il cibo infonde sicurezza a chi pensa di usarlo correttamente. Si accetta di intossicarsi con gli aperitivi tentando di sfuggire allo stress. Il cibo è un servizio che pretende preventivamente la tua felicità. Il cibo viene catalogato ancora per quanta energia termica (calore) produce se viene bruciato.

Periodo: Futuro:

RIBADISCO CHE IL CIBO È SODDISFAZIONE PER QUELLO CHE CI PERMETTE DI ESPLICARE FISICAMENTE E MENTALMENTE, NON PER QUELLO CHE CI PERMETTE DI SEMBRARE.

—————————————–SOLO LA BIOCHIMICA È LA CHIAVE—————————————-

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