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STIMOLI ETEROGENEI PRIMA DELLA SPECIALIZZAZIONE SPORTIVA.

L’età tra i 3 e i 13 anni si rivela biochimicamente il periodo piu’ proficuo in termini di adattamenti neuronali e psicologici conseguenti alla stimolazione motoria.

Ragionando, pero’, risulta il periodo (almeno in Italia) dove tutto viene lasciato al gioco inteso come svago. Giocattoli, palloni, biciclette, telefoni, ore scolastiche di ginnastica facoltative o insulse, ecc.riempiono il tempo libero di bambini e fanciulli. 

Contemporaneamente i loro cervelli creano connessioni e le loro cortecce motorie economizzano e registrano gesti grossolani, miseri, disorganizzati e scoordinati.

 Poi, almeno per i maschietti, si viene iscritti alla scuola calcio o basket o rugby ecc. e la banalità si mescola a nozioni vetuste e a una malsana gerarchia (per la quale si eseguono silenti e convinti le strampalate modalità di preparatori improvvisati). 

Puntualmente a 14 anni arrivano le prime proposte di sport agonistico. Lo scombussolamento ormonale puberale alimenta la competitività ma, contemporaneamente, distrae dall’ inadeguatezza  qualitativa dei gesti motori.

Senza una corretta selezione ( gestita in modo da orientare) e cervelli ipostimolati con cortecce motorie pressochè vuote, questi “atleti”, si trovano a dover fronteggiare  serrate preparazioni atletiche troppo specifiche. Infiniti stimoli alla rinfusa, galvanizzazione di gruppo ed educazione col fine di socialzzazione creano questa situazione: Il 95% abbandona l’attività sportiva entro 2 anni. Del 5% rimanente, il 60% abbandona per infortunio. Del 2% rimanente,  il 2 % ottiene discreti risultati sportivi. ( in pratica su 100000 “atleti” solo circa 40 ottengono risultati interessanti).

NON CI SIAMO,  

 SI PERDONO CIRCA 99’960  POTENZIALI ATLETI, OGNI 100’000, SOLO A CAUSA DELLA MANCANZA DI  UNA STRUTTURA ORGANIZZATIVA NAZIONALE.

 Anni di esperienza con ogni tipo di atleta, dimostrano un’ insieme di evidenti lacune motorie anche in atleti detentori di record italiani, europei e mondiali.

ESEMPI:

– Il tanto ambito fisico da nuotatore olimpico, (spalle larghe e estremamente longilineo) per esempio, non e’ frutto della programmazione specifica del nuoto bensi’ della assoluta assenza di stimoli motori eterogenei. L’atleta S.P. nuotatore specializzato da anni (altezza 1.88, 16 anni), stimolato a dovere in 12 mesi e’ aumentato di 19 kg di peso ( da 67 a 86) mantenendo una percentuale di grasso attorno al 7% e migliorato i record personali in acqua. Il suo potenziale e’ nettamente progredito.

esempio eclatante (Phelps)…

…il cupping non risolverà le lacune che gli provocano dolore.

 UN’ASSURDITA’ VIENE DA PENSARE,

 INVECE E’ SEMPRE COSI’, 

PER OGNI SPORT, 

AD OGNI LIVELLO.

Sport come la ginnastica olimpica, l’atletica leggera eseguita tra i 3 e i 13 anni creano atleti piu’ completi, piu’concreti, piu’ adatti ad affrontare ogni tipo di sport, inclini a sviluppare nuovi schemi motori complessi ed efficaci.

– Le palestre sono colme di adulti  con cortecce motorie “vuote”. Le palestre sono colme di tappeti elettrici, biciclette e corsi dove il fine e’ esaurirsi….


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